Robocoop – Il futuro della legge
ISOLE FALKLAND 1993 – Colore 1:33:02:92
Agente speciale C250, non è una nuova lambretta, ma il nome in codice del poliziotto robot C255.
In questo semi colossal diretto da Joaquin Maldez si narra la vicenda post eurofuturista in una Los Angeles distrutta e corrotta, paurosamente vicino al baratro, snaturata e vilipendiata dal crimine più violento e acerrimo che l’america ricordi.
C250 altro non è che un robot umanoide di fattezze enormi e stupende, appassionato di botanica e collezionista di papaveri bianchi, studiato, curato, creato, sviluppato, assemblato, forgiato, elaborato, attrezzato, pensato per combattere il male.
Al suo primo giorno di lavoro C250 si presenta in pesante ritardo, causa un rivetto difettoso nella parte anale, caricandosi così delle ire e della delusione del suo capo, Ashley Coleman Junior, che ripetutamente lo rimprovera come i vecchi tempi.
Stressato e imbarazzato (e vistosamente anche) c250 affronta la sua giornata con dedizione e affetto, sventando tre rapine e rapinando una boutique di gerani, per poi sbagliare e massacrare a morte otto procuratori del tribunale di stato della California. Un errore dovuto allo stress, ai rimproveri troppo acerbi da parte del suo capo, alla tensione, al pensiero mai esaudito verso quel papavero bianco della valle del Ninshan, tutti fattori che a nessuno interessano, nessuno.
C250 viene declassato a C249 e spedito alla Coop di Ronciglione, in Italia, addetto alla sicurezza nel reparto Igiene Intima, con una busta paga inferiore di venti volte a quello losangelino, e un contratto a progetto senza previdenza sociale e tributi. Robocoop, ha sentimenti da vendere lui, tungsteno e elastan fuori, carne e azoto liquido dentro, sono lacrime le sue, lacrime come quelle di Attilio Lombardo per la coppa Italia del 1998. Qui C249 alias Robocoop si rifarà una vita, non la sua, e trascorrerà alcuni decenni nel carcere di massima sicurezza di Imola.
Un esperimento uscito male o una mera provocazione? Questa storia insegna molto, porta i confini tra abbruzzo e molise avanti di chilometri, uomo e macchina mai così diversi dai tempi della fiat Multipla, un crogiuolo di buoni propositi e alta tecnologia anni 80.
Il film per la cronaca costò 20 milioni di dollari (1992) e incassò al botteghino 19.999.999 dollari, lasciando in debito il barista di Starbucks Los Angeles, Midharta Singh, per un caffè che la produzione non potè mai pagare.
Il consiglio di Maimuvis: Pagate quel caffè, e gustatevi un film denso e inatteso. Non questo ovviamente.














