Albin Superstar
VANUATU 2008 – 29 min Colore
Le tragedie della vita possono colpire in qualsiasi momento, ecco cosa insegna questo best seller di Aretha Franklin e Mortimer Caufman.
Albin è un piccolo e povero, nonchè cannibale, scoiattolo striato nord americano (Tamias striatus), di due anni di vita, affetto dal raro morbo di Kampfman, che ne provoca pazzia e allucinazioni, per donde quali questo piccolo esserino peloso inizia a squittire a più non posso, a uccidere i cuccioli della colonia marina e a credersi una rock star, complice un padrone crudele, capace di vestire l’animaletto con felpe di cotone usate nel 2008 a Siena, e affetto più o meno dallo stesso morbo.
Film tutt’altro che realistico, con piccoli mammiferi vestiti da bad boys da ottantunesima strada, con occhiali e piercing, un film che ha mosso le critiche da parte della Peta e del WWF.
Il racconto si discosta molto dal documentatio già dopo 2 minuti di proiezione, con Albin che fa colazione in pantofole dinnanzi alla tv.
Si parlava di tragedie, e in effetti, nel finale del colossal firmato da S. Hussein, Albin finalmente scopre di essere albino dalla nascita, oramai troppo tardi, viene rimesso in libertà nel parco regionale di California Blue Mountains dove a breve viene deriso e massacrato dai scoiattoli normali, quindi non bianchi.
Lacrime e discordia hanno portato una buona percentuale del cast al suicidio, mentre il botteghino ha registrato un buon tornaconto, se paragonato alla paga minima di un lavascarpe del Malawi.














